E’ stata inaugurata lo scorso 25 febbraio e rimarrà aperta fino al 10 giungo a Roma presso le Scuderie del Quirinale la grande mostra dedicata al Tintoretto.

Da molti considerato l’ultimo grande pittore del Rinascimento, Jacopo Robusti (o Canal) detto il Tintoretto (1519-1594) è l’unico tra i grandi interpreti della pittura italiana del Cinquecento a non aver avuto fino ad ora, in Italia, una mostra monografica significativa.

L’esposizione delle Scuderie del Quirinale si inquadra in quell’ampio programma di rivisitazione degli artisti che hanno reso unica e grandiosa la storia artistica del nostro paese – da Botticelli ad Antonello da Messina, da Bellini a Caravaggio e, più recentemente, a Lorenzo Lotto e Filippino Lippi – e si concentra sui tre temi principali della pittura di Tintoretto: quello religioso, quello mitologico e la ritrattistica.

“Il più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura”. Così Giorgio Vasari ritrasse Tintoretto, colui che per primo riuscì, nella Venezia di pieno Cinquecento, ad allontanarsi dal mito di Tiziano, proponendo una pittura che, evitando i consueti canoni della bellezza veneziana, impose una linea di forte e nitido realismo capace di fare scuola per diverse generazioni d’artisti.
Il percorso espositivo alle Scuderie del Quirinale di Roma curato da Vittorio Sgarbi, si propone di narrare in modo compiuto tutti i generi in cui il maestro veneziano si è cimentato.

Al centro dell’esposizione la religione, ottimamente rappresentata da opere ben selezionate e indiscusse come il Miracolo dello schiavo, dipinto nel 1548 per la Scuola Grande di San Marco, opera che lo imporrà prepotentemente come uno dei protagonisti della scena veneziana, o il Gesù tra i dottori (1542), concessa dal Museo diocesano del Duomo di Milano, o ancora la Madonna dei Tesorieri e il Trafugamento del corpo di San Marco, ambedue dalle Gallerie dell’Accademia.

Accanto alle grandi tele di impatto drammatico e denso di tensione, si presentano al visitatore le opere di soggetto storico o mitologico, di grande intensità emotiva come, per esempio, due dei 14 ottagoni, raffiguranti Apollo e Dafne e Deucalione e Pirra, ora nella Galleria Estense di Modena, realizzati nel 1541 per il soffitto di Casa Pisani o la splendida Susanna fra i vecchioni dal Kunsthistorisches di Vienna.

Terza e ultima tematica, la ritrattistica. In particolare aprono e chiudono l’esposizione due autoritratti: il giovanile del Victoria & Albert Museum di Londra e il senile del Louvre di Parigi. Sebbene in competizione con Tiziano, infatti, anche i suoi contemporanei gli riconobbero un “perfettissimo giudizio nei ritratti” e dalle maggiori collezioni internazionali ne arriveranno a Roma dei più famosi.

Grande novità della mostra è poi rappresentata dal commento, sotto forma di testi di sala, di Melania Mazzucco, la scrittrice che ha dedicato a Tintoretto e allo studio del suo ambiente numerosi romanzi e pagine indimenticabili. Il suo racconto accompagnerà, infatti, il visitatore passo dopo passo, sala dopo sala.

Roma Multiservizi spa in liquidazione


 

In data 29 Dicembre 2023, con atto del Notaio Angelo Nigro (rep 2622 – racc.1540), l’Assemblea dei soci di Roma Multiservizi Spa ha deliberato di sciogliere anticipatamente la società mettendola in liquidazione e nominando il Dott. Venturieri quale liquidatore della società per il tempo necessario allo svolgimento delle sue funzioni, con tutti i poteri di legge e rappresentanza legale della società.